14 Nisan 2014 Pazartesi

Sohrab Sepehri - (Light, Flower, Water And I)

LIGHT, FLOWER, WATER AND I

There is no trace of the clouds,
There is no sign of the breeze-
to bring them in.

I sit next to the pond:
The goldfish, the dancing rays of light, flowers and water:
The Immaculate Tree of Life.

My mother is picking mint-
about the fence of the yard;
Some bread, a few leaves of mint, a piece of cheese-
and a spotless sky, above the heap of mosit oleanders:
Salvation is not far-away!
It hides behinds the flowers-
in the yard.

The lights are caressing the clear water in my goblet-
And there it seems, the figment of stars are inviting the sun-
to this earth.
I think to myself:
everything tries to veil itself-
behind the shield of a lightly shell.

And then I see:
the hedge of time has a few wide-enough tears,
to let disclose my face- to the other world.
True, there are things that I don’t know,
And things that I know.

I know,
I can fly up to the top of that hill: I am full of feather and wing.
I can glance at the scene outside- in darkness of night and See: I am full of torch.
I am full of light and sand,
full of flower and plant,
full of lane, full of bridge, full of river and wave.

I am filled with the weightless glide of a leaf-
over the face of this pond.

But-
I know,
how lonely,
how bare, I feel inside.

Sohrab Sepehri - (1928 -1980) Iranian poet and painter.

Translated by Maryam Dilmaghani, December 2008, Montreal





LUCE, FIORI, ACQUE E IO

Non c’è traccia di nuvole,
non c’è alcun segno di brezza
per farle entrare.

Mi siedo accanto al laghetto:
il pesce rosso, i raggi di luce danzanti, i  fiori e l’ acqua:

è perfetto l’Albero della Vita.

Mia madre raccoglie menta
lungo il recinto del prato

Un po ‘di pane, qualche fogliolina di menta, un pezzo di formaggio
e un cielo terso, sopra il mucchio di umidi oleandri:
la salvezza non è così lontana!

Si nasconde tra i fiori
nel cortile.

Le luci  accarezzano l’acqua limpida nel mio calice
E  sembra opera delle stelle il loro invitare il sole
su questa terra.

Penso a me stesso:
ogni cosa  cerca di nascondere se stessa,
dietro lo scudo di una delicata conchiglia

E poi vedo:
il varco del tempo ha ampiezza abbastanza tra le lacrime ,
per indicare la mia faccia all’altro mondo.

È vero, ci sono cose che non conosco,
e altre che conosco.

Lo so,
posso volare fino alla cima di quella collina: sono tutto di piume e ali.
Posso dare un’occhiata alla scena che sta fuori nel buio della notte e vedere: io sono pieno di torce.

Sono pieno di luce e di sabbia,
pieno di fiori e piante,
pieno di sentieri,  di ponti, pieno di fiumi e  onde.

Mi sono riempito del peso imponderabile di una foglia che scivola
sulla faccia di questo stagno.

Ma
lo so
come solo
come nudo mi sento dentro.

Sohrab Sepehri


Note:

Entarmbe le poesie sono state pubblicate per la prima volta nell’antologia  Hajm-e Sabz (The Green Mass) 1967, Tehran.-

Traduzione in inglese di Maryam Dilmaghani, December 2008, Montreal- Traduzione in italiano dall’inglese di Fernanda Ferraresso





AYDINLIK, BEN, ÇİÇEK, SU

bulut da yok
rüzgâr da.
oturmuşum kıyısına havuzun:
dolaşan balıklar, aydınlık, ben, çiçek, su.
apak salkımı yaşamın.

annem reyhan topluyor.
ekmek, reyhan ve peynir.
bulutsuz gökyüzü, nemli atlas çiçekleri.
bahçedeki ıslak toprağın koynundan
filiz neredeyse sıyrılacak.

bakır kaseme nasıl da tatlı bir okşayışla dökülüyor ışık.
alıp sabahı, yere indiriyor, duvardan yüksek bir merdiven.
her şey bir gülümseyişin ardında gizli.
zamanın duvarından güne açılan bir küçük pencereden
doğup biçimleniyor çehrem.
bir şeyler var ki, bilmiyorum.
biliyorum, yeşil şeyler toplarsam öleceğim.
gidiyorum doruğa doğru:
bütünüyle tüy ve kanadım.
yol görüyorum karanlıkta:
bütünüyle fenerim.
ışığım bütünüyle. ve çakıl
ve ağaç ve kabuk.

yolla, köprüyle, nehirle, dalgayla,
bir yaprağın sudaki gölgesiyle doluyum.
yine de nasıl da yalnızım halbuki.

Sohrab Sepehri


My Mother, 1967, by Sohrab Sepehri

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